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Di seguito sono riportate alcune brevi schede di personaggi del passato che hanno fatto conoscere Carpaneto in Italia e nel mondo. Per saperne di più utilizzare i collegamenti dopo ogni scheda e quelli nel'intestazione.

San Corrado Confalonieri eremita (1290-1351)

La tradizione vuole che sia nato  nel 1290, nel castello della Torre, sulla destra del torrente Vezzeno appena prima di Celleri.

Da questo maniero ebbe inizio la partita di caccia che cambiò il corso della sua vita.

Un bel giorno organizzò una battuta di caccia con amici fino nella valle del Chero e, per stanare della selvaggina, diede fuoco a delle sterpaglie.

L'incendio sembrava spento ma verso sera, con l'aiuto del vento, si riaccese , si propagò fin sotto al castello dei Bracciforti distruggendo alcune casupole e baracche.

Da allora quel villaggio fu chiamato "Case Bruciate".

I soldati usciti dal castello trovarono un contadino che cercava di scappare, lo catturarono e lo incolparono.

Sotto tortura ammise l'incendio, per questo fu condannato a morte.

Il nobile Corrado informato dell'accaduto, si presentò al magistrato a spiegare come realmente era avvenuto il fatto, fece liberare il malcapitato.

Riparò i danni causati involontariamente e poco dopo si ritirò a vita monastica. Finì i suoi giorni in una grotta presso Noto (Sicilia). Dopo la sua morte in odore di santità, fu proclamato patrono di quella diocesi.

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Carlo Scotti Douglas da Vigoleno (1835-1890)

Apparteneva alla nobile e antica famiglia dei Conti Douglas Scotti di Vigoleno che per circa cinquecento anni furono signori di Carpaneto.

Carlo nacque a Piacenza nel 1835 nel palazzo di via S.Giovanni, attuale sede della prefettura.

Giovanissimo frequentò la scuola militare della Annunziatella di Napoli.

Fu volontario con Garibaldi, come ufficiale di artiglieria, fu ferito in combattimento nella battaglia del Volturno del 1860 e a Custoza sei anni dopo.

Proseguì la carriera militare nell'esercito italiano per concluderla come aiutante del re Vittorio Emanuele III.

Tornò nel palazzo di Carpaneto e, sugli ideali e con lo spirito della fratellanza garibaldina fondò la Società operaia di mutuo soccorso fra gli operai e i contadini (tuttora esistente).

La fama di uomo onesto competente generoso, e la simpatia che si era saputo meritare in paese lo portarono alla nomina a Sindaco di Carpaneto per acclamazione popolare.

Mancò il 22 gennaio 1890 durante l'epidemia di vaiolo contratto in una delle frequenti visite agli ammalati, specialmente i più bisognosi ai quali portava anche le medicine pagate di tasca propria.



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Giuseppe Rossi aviatore (1881-1957)

Giuseppe Rossi fu il primo piacentino brevettato pilota d'aereo.

Ottenne il brevetto nel 1910 a Pordenone sotto la guida di Umberto Cagno.

Con Cagno nel marzo dell'anno dopo fu a Piacenza per le tre giornate aviatorie. Volò a più riprese sopra la città richiamando migliaia di spettatori. Era la prima esibizione degli "uomini volanti", come li chiamava la gente.

Nelle giornate agostane del 1912 Rossi fu ancora a Piacenza. L'occasione fu la seconda esibizione aviatoria. Nell'occasione si spinse a volare sopra Carpaneto per salutare la madre.

Partecipò alla guerra di Libia del 1911-1912 come pilota volontario. Si guadagnò una medaglia d'argento al valore militare. Nello stesso periodo compì degli esperimenti di trasmissione con Guglielmo Marconi. Trasmise dal suo aereo in volo a Marconi che ricevette a terra.

Gabriele d'annunzio, nel suo Notturno, lo definì forgiatore d'ali umane.

Durante la guerra del '15-'18 diresse la scuola di idrovolanti di Taranto.

Nel 1916 a bordo del suo aereo affondò un sommergibile tedesco. Ricevette in quella occasione la seconda medaglia d'argento al valore militare.

A guerra finita allestì a Bracciano una grande officina. Costruì nel 1921 il più grande idrovolante mai realizzato fino ad allora nel mondo.

Finì i suoi giorni a Bracciano ma volle essere sepolto a Carpaneto.

Per saperne di più su Giuseppe Rossi "Pipòn" ..

Luigi Bolledi inventore (1899-1936)

É l'unico carpanetese i cui lavori sono finiti al museo della Scienza e Tecnica "Leonardo da Vinci" di Milano.

Con i meccanici fratelli Mazza mise a punto un geniale e allo tesso tempo semplice sistema di elettro-aratura che consentiva un notevole risparmio di tempo e di denaro.

Il sistema escogitato da Bolledi è riportato nella prima pagina della "Domenica dell'Agricoltore" del 10 aprile 1927, oltre che da molti giornali di allora.

Fu come l'uovo di Colombo nei confronti dell'aratura elettrica attuata con i sistemi Fowler-Howard e Amati-Chiavacci, meccanismi complicati e poco agevoli.

Il nostro concittadino risolse il tutto con un pallone aerostatico che teneva sollevato il filo elettrico che era collegato alla gabina elettrica, lasciando piena libertà di manovra al trattore.

Luigi Bolledi nella sua breve ma intensa vita, è stato oltre che inventore, pittore, compositore e direttore della locale banda musicale.

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Edoardo Amaldi fisico (1908-1989)

Edoardo Amaldi è uno dei padri della moderna fisica, per quattro volte candidato al premio Nobel.

Figlio di un insigne matematico (il Prof. Ugo Amaldi cui Carpaneto ha dedicato una via), nacque il 5 settembre 1908 al Poggio Basini, appena fuori Carpaneto, dove trascorse parte della propria giovinezza.

Si laureò in fisica a Roma nel 1929 all'età di 21 anni.

Nel 1934 entrò a far parte del famoso gruppo di ricercatori italiani guidato da Enrico Fermi.

Insieme a Fermi, Pontecorvo, Rasetti, Emilio Segrè, passò alla storia come uno dei "ragazzi di via Panisperna".

Con le loro ricerche diedero vita alla fisica dei neutroni lenti ed agli innumerevoli sviluppi che ne seguirono.

Nel 1937 vinse l'ordinariato all'Università di Cagliari, venne poi chiamato alla cattedra di fisica sperimentale a Roma.

Per 40 anni insegnò fisica sperimentale a Roma, fece parte di tutti gli enti di ricerca di fisica italiani ed alcuni a carattere europeo, fu uno dei fondatori del CERN di Ginevra e presidente dell'Accademia dei Lincei.

Nel 1945 rifiutò l'offerta di recarsi negli Stati Uniti d'America. Fece della scuola fisica romana una delle prime al mondo.



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Dal 1952 al 1954 ricoprì la carica di Segretario generale del Cern di Ginevra. Fu presidente del Comitato tecnico e scientifico dell'Euratom negli anni 1958 e 1959. Fu uno dei primi in Europa ad avviare le ricerche nel settore spaziale.

Quando la morte lo colse improvvisamente, era all'accademia dei Lincei, di cui era presidente dal 3 ottobre 1988, impegnato in uno studio sulle onde gravitazionali.

Da solo o in collaborazione, ha dato alla stampa oltre duecento pubblicazioni. Dopo la sua scomparsa a Piacenza è stata costituita la Fondazione Amaldi sotto il patrocinio dell'Accademia nazionale dei Lincei, allo scopo di onorare la figura e l'opera del grande scienziato piacentino, che si onorava di essere nato in questa terra laboriosa.

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Aggiornato il: 08 dicembre 2002 Copyright © 1999- 2004 Luigi Fava